Auguri di Buona Pasqua!

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L'Associazione "Sul Sentiero con Papà" vi augura una felice Pasqua!
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Cari Papà,
anche quest'anno, come di consueto, organizzeremo il progetto "Al Cinema con Papà". Per chi fosse nuovo, consiste nella visione gratuita di tre film per i ragazzi dagli 8 ai 13 anni che strizzano particolarmente l'occhio al rapporto con i genitori e al rispetto per la natura. Vi aspettiamo numerosi!







Al nostro Caro Amico Ruggero, che per anni ci ha ospitato nel suo fantastico "Ostello degli Elfi" a Barrea, facendoci innamorare della Natura

Ciao Ruggero

Pubblicato da alle 11:09
Al nostro Caro Amico Ruggero, che per anni ci ha ospitato nel suo fantastico "Ostello degli Elfi" a Barrea, facendoci innamorare...
Siete tutti invitati questa domenica, 28 gennaio 2018, a partecipare alla “Marcia silenziosa” che si terrà alle ore 10:00 nella zona del casotto della riserva di Punta Aderci utilizzato dalla Protezione civile. L’associazione “Sul Sentiero con Papà” vi aspetta numerosi!

Il Tavolo sull'ambiente
Ieri, martedì 23 c.m, ho partecipato nella Sala Consigliare del Comune di Vasto al Tavolo sull’ambiente indetto dall’assessore all’Ambiente Paola Cianci, riguardante il “cementificio” che si vuole costruire nella Zona industriale situata al fianco della Riserva naturale di Punta Aderci e alla sua valutazione d’incidenza ambientale. Il Tavolo si è aperto con il saluto di Paola Cianci rivolto a tutte le associazioni ambientaliste da lei personalmente invitate (la cooperativa Cogecstre WWF, Italia Nostra, Legambiente, Cobas, Arci Vasto, FAI, Amici di Punta Aderci, Vasto Libera, Associazione Civica Porta Nuova, La Nuova Terra, Confesercenti, Consorzio Vivere Vasto Marina, Consorzio Golfo D’Oro, Consorzio Vasto in Centro) ed a tutti i presenti. Dopo questo il dibattito è iniziato subito con la richiesta,immediatamente accolta e posta in essere, al sindaco Francesco Menna di descrivere più nel dettaglio come la situazione si era sviluppata fino a quel momento. Questi ha tenuto particolarmente a specificare che il “cementificio” che ora la Es.cal Srl di Foggia vuole edificare è solo un piccolo problema per la Riserva naturale di Punta Aderci, se paragonato ad altri impianti tutt’ora attivi sul territorio, tant’è che è stato descritto come “una goccia in mezzo al mare”. Purtroppo però il Sindaco, a causa di problemi lavorativi, non ha potuto continuare a partecipare al Tavolo e ha quindi lasciato la riunione. La discussione è stata continuata dal dirigente dell’Urbanistica Stefano Monteferrante, che si è subito schierato personalmente contro l’impianto industriale di cui ha poi illustrato la vicenda. Lascio notare l’uso della parola “personalmente”, perché ha ribadito con fermezza che, nonostante lui sia contrario al progetto, in carica di dirigente dell’Urbanistica, non ha potuto negare l’approvazione alla società pugliese (la quale, ricordo, ha ereditato il progetto Vastocem, compreso il capannone risalente al 2012 che fece scoppiare le prime polemiche che bloccarono in seguito l’iter) perché questa ha presentato tutti i documenti richiesti nel pieno rispetto della legge. Poi l’assessore Paola Cianci ha invitato tutte le associazioni a condividere con i presenti i loro pensieri, ma ciò non si è verificato come previsto. Infatti, dopo il discorso della rappresentate del WWF (sperando che la memoria non mi inganni), a smorzare il silenzio dell’aula è stato l’ambientalista Ivo Menna, conosciuto da molti per le sue prese di posizione forti e coincise. Egli ha voluto ricordare a tutti, per prima cosa, che sono ormai 20 anni che si parla del problema riguardante la Zona industriale, ma che non si è mai voluto risolverlo per motivi politici ed economici. Infatti, quando oltre 50 anni fa la Zona industriale è stata definita dal Comune, non esisteva nessuna Riserva Naturale di Punta Aderci, quindi il luogo sembrava adatto allo scopo, perché isolato dal resto della cittadina. Col susseguirsi del tempo però, con la conseguente fondazione della Riserva, non si è mai fatto veramente qualcosa per allontanare le industrie dall’area protetta perchè si sono rivelate economicamente vantaggiose per il comune di Vasto, che quindi si è ben guardato dal prendere seri provvedimenti a riguardo. Una scelta che reputo sbagliata su tutti i fronti e che, purtroppo, sta riemergendo proprio in questa situazione. Il “Cementificio”, dice Ivo Menna, ha avuto la possibilità di richiedere un posto vicino alla Riserva proprio perché due decenni fa nessuno ha voluto rimediare immediatamente alla situazione di squilibrio che si era andata a verificare.
Ivo Menna ha concluso il suo discorso suggerendo una possibile soluzione al problema; il Primo cittadino, in qualità di capo sanitario, deve dichiarare il “cementificio” dannoso per la salute dei  cittadini e quindi non edificabile. Dopo questo fermo intervento (che ritengo giustissimo) le altre associazioni hanno espresso le loro opinioni. Tutte quante,si sono ovviamente ribellate al “cementificio”,  chiedendo un’ulteriore valutazione ambientale e proponendo anche alcune soluzioni al problema. Fra queste mi ha colpito particolarmente quella di Vivere Vasto Marina, che con la seguente informa il Comune di voler spostare la Zona Industriale lontano dal territorio di uno dei più bei Siti d’interesse comunitario e ambientale d’Italia: "Non condividendo la scelta dell'area dove la stessa azienda ha già completato i lavori previsti, lasciando sospesi quelli soggetti a parere, fermi restando i diritti acquisiti e la vocazione di area industriale tipica degli anni Settanta, si ricorda che la stessa successivamente ha scoperto la sua reale vocazione turistica, dovuta alla presenza si uno dei più bei Siti d'interesse comunitario d'Italia. I due elementi, chiaramente in antitesi, dovrebbero portare gli organismi coinvolti a riflettere e strutturare un processo di eventuale spostamento verso fasce interne all'area industriale, più consone alle attività capaci di creare un appeal tale da attrarre investimenti di futuri partner, senza andare a ledere la zona di prossimità costiera". Il Tavolo sull’ambiente, arrivati a questo punto, si è concluso.

Ora vorrei scrivere qualche mio pensiero a riguardo. L’area di territorio abilitata alla Riserva di Punta Aderci quest’anno compie 20 anni dalla sua fondazione. Non si può ignorare come in questo periodo di tempo sia diventata man, mano il fiore all’occhiello (così l’ha definita anche Paola Cianci) di Vasto, tant’è che numerose riviste rinomate nel settore l’hanno sempre consigliata come una delle mete turistico-ambientale più coinvolgenti d’Italia. A parlarne è stata anche la famosa CNN, che ha trovato nella costa abruzzese un piccolo spazio di paradiso da tutelare e valorizzare. Ora noi però, consci di questo, vogliamo seriamente permettere l’apertura di un “cementificio” affianco a questo splendido luogo? Molti diranno che, in fondo, questo nuovo progetto non è dannoso come altri già attivi sul territorio e quindi può essere aperto, ma io non la penso affatto così. Possiamo paragonare il tutto ad un albero con soli tre rami. Facciamo finta che nel potarlo tagliamo per sbaglio un ramo buono. Ora voi che fareste? Lascereste stare, continuando a potarlo per bene nella speranza che col tempo il ramo ricresca, oppure lo abbattereste perché “tanto ormai gli ho tolto un ramo, che fa se continuo a togliere anche gli altri due e poi alla fine, visto che non produce più frutto, lo abbatto direttamente”? Credo e spero che tutti seguiremmo la prima ipotesi. E’ vero quindi che il “cementificio” è il male minore, ma non per questo dobbiamo pensare che sia giusto costruirlo, in quanto è pur sempre fonte di inquinamento. E no, non voglio essere ipocrita. Per me infatti, andrebbero spostate lontane dalla riserva anche le fabbriche che attualmente ci convivono accanto, in piena attività.  Vasto, penso sia una città che non deve solo valorizzare il turismo, ma renderlo la ragione principale per visitarla. Altrimenti  non avrebbe senso la scritta “città di vacanza” sul cartello di benvenuto , perché dubito molto che ci sia gente disposta a passare le proprie settimane libere in un luogo che affianca al suo più grande bene naturale una serie di industrie. Quindi, in conclusione, propongo la mia personale soluzione alla questione. Credo che la Zona industriale vada spostata lontana dalla Riserva di Punta Aderci e non completamente eliminata come ho sentito ribadire da alcuni. La realtà dei fatti è che in un modo o nell’altro la gente deve pur lavorare e, come si usa dire, “portare il pane a casa”. Però, al posto delle industrie,si potrebbe costruire una serie di attrazioni turistiche  che darebbero lavoro ai giovani, ma un lavoro all’aria aperta, a contatto con la natura e che non ti rinchiude in una fabbrica(per 43 anni!) e che  di certo creerebbe un ritorno economico non da poco. Altrimenti, mi duole dirlo, Vasto è destinata a morire. Per questo motivo vorrei invitare tutti voi cari lettori a partecipare questa domenica (28 gennaio 2018 n.d.r.) alla “Marcia silenziosa” che inizierà alle ore 10,00 nella zona del casotto della riserva utilizzato dalla Protezione civile. L’associazione “Sul Sentiero con Papà” vi aspetta numerosi!



N.B: Il seguente articolo è narrato in maniera puramente soggettiva e contiene opinioni puramente personali. Non vuole assolutamente offendere nessuno o denigrare le persone/aziende citate nel testo.

Vi auguriamo un felice anno nuovo e tante belle passeggiate con i propri figli!
Ecco a voi i programmi per le varie settimane di volontariato che si svolgeranno quest'anno con l'Associazione.
La domanda di Piefranco:
Io e mia moglie abbiamo partecipato in parrocchia a una serata per genitori. Dopo la lezione dell’esperto, abbiamo commentato tra di noi e mi ha colpito molto che una mamma continuava a sostenere che secondo lei alla ?ne, nonostante tutti gli sforzi e le lezioni che noi adulti possiamo dare, quel che conta e si rivela decisivo è il carattere del figlio che è quello e così rimane. Quindi
se un bambino è timido gli si può perdonare che non dica grazie, se uno non riesce a stare fermo non si può pretendere che stia seduto nel banco, se uno è sensibile, non deve essere disturbato con certe difficoltà... Io ho detto che non ero d'accordo e che spesso tutto questo diventa una scusa per giustificare comportamenti maleducati di qualche bambino viziato.

La risposta della psicologa Renata Maderna:
Forse a quella mamma bisognerebbe dire che l’ineluttabilità del carattere a cui si riferiva in realtà non è un blocco monolitico. È vero che rimane un ?lo conduttore nelle vite di tutti. Infatti è possibile ritrovarne i tratti fondamentali anche molti anni dopo, quando il bambino che ricordavamo si è trasformato in un giovane adulto o in un uomo fatto. E vorrei dire menomale, visto che il piccolo generoso difficilmente si trasformerà nel vecchio taccagno e la bambina curiosa è probabile che non diventerà una donna spenta. Ma per fortuna molto può essere fatto per correggere i propri difetti e crescere da "uno che è fatto così” a una versione migliore di sé stessi. In questo i genitori possono fare molto, impegnandosi nell'educazione a cui, non a caso, i vescovi italiani guidati dal cardinale Bagnasco hanno dedicato gli orientamenti pastorali
per il decennio in corso. Educare vuol dire anche insegnare a un figlio che la timidezza non c'entra nulla con l'essere maleducato, a uno che non ama stare fermo che ci sono situazioni in cui si deve imparare a farlo e a uno sensibile che, proprio per questo motivo, deve tenere in conto le sensibilità degli altri. Compiti non facili che comportano una bella fatica, l'unica alternativa se
non vogliamo nasconderci anche noi genitori dietro un facile "non ci riesco...sono fatto così”.



Tratto da Famiglia Cristiana, numero 23, 2017